venerdì 17 ottobre 2025

Gli eleati

 Parmenide 

Il principale esponente degli eleati fu Parmenide.
Parmenide è considerato il filosofo dell’unità e della stabilità. Seguiva la filosofia occidentale. 

Nel proemio di una delle sue opere intitolata “Sulla natura”, Parmenide immagina di essere trasportato da un carro trainato dalle Muse alle porte del Sole  (porte della città di Elea, dove visse) e di ricevere da una dea la rivelazione sulla verità. 

L’essere è, e non può non essere, mentre il non essere non è, e non può essere

Soltanto l’essere esiste; il non essere non esiste e non può neanche essere pensato. 
Secondo Parmenide l’essere è ciò che accomuna tutti gli enti: è eterno, immutabile e perfetto
Ciò che esiste non nasce, non muore e non cambia, perché nascere o morire significherebbe passare dal non essere all’essere, cosa impossibile. 

Questa visione contrasta con il dinamismo di Eraclito e segna l’inizio dell’ontologia, lo studio dell’essere in quanto tale. 

La visione del mondo statica e immutabile di Parmenide riflette la sua mentalità aristocratica e conservatrice, contraria ai nuovi ceti popolari e alle innovazioni tecniche. 

Parmenide basa in ogni caso le sue idee su ragionamenti rigorosi e razionali; con lui nasce in filosofia il metodo di dimostrare le tesi con la logica. 

Parmenide parte dal presupposto che il mondo non possa derivare dal nulla, deve quindi definire i caratteri dell’essere in modo che non siano in contraddizione con l’affermazione centrale dell’essere come unica realtà.

CARATTERI DELL’ESSERE SECONDO PARMENIDE:
  • L’essere è ingenerato e imperituro, non nasce e non muore perché nulla può venire dal “non essere”
  • L’essere è eterno, esiste solo nel presente, senza passato e futuro perché questi implicherebbero il non essere 
  • L’essere è immutabile e immobile, non può cambiare e muoversi, poiché ogni mutamento significherebbe passare dall’essere al non essere 
  • L’essere è finito, perfetto, è completo e uniforme, simile a una sfera identica in ogni punto, simbolo di armonia e perfezione 

PRINCIPI LOGICI FONDAMENTALI INTRODOTTI CON PARMENIDE: 
  • Principio d’identità: A=A , B=B, A≠B
  • Principio di non contraddizione: l’essere è, dunque non può non essere 
  • Principio del terzo escluso: ogni cosa o è, o non è (una III posizione è da escludere categoricamente)

Zenone

Zenone di Elea cercò di diffondere la dottrina del maestro Parmenide, secondo cui l’essere è uno, immutabile ed eterno, confutando coloro che credevano nella pluralità dell’essere (pitagorici) e nel movimento (eraclitei). 

Per sostenere il suo maestro doveva dimostrare che la realtà in cui viviamo è non essere.

Zenone elaborò dei paradossi logici, ovvero ragionamenti che sembrano assurdi ma che, seguendo una logica rigorosa, mostrano le contraddizioni nelle opinioni comuni. 

METODO DI ZENONE: “riduzione all’assurdo”
Utilizzando questo metodo, Zenone partiva dalle tesi dei suoi avversari e, dimostrando che portavano a conclusioni contraddittorie, mostrava che erano false. 

Uno dei suoi paradossi più famosi è l’argomento di Achille e la tartaruga: se Achille concede alla tartaruga un piccolo vantaggio in una corsa, non riuscirà mai a raggiungerla, perché ogni volta che arriverà nel punto in cui era la tartaruga, questa sarà già un po’ più avanti. 
Questo paradosso serve a mostrare che il movimento diventa impossibile, se si pensa che lo spazio possa essere diviso all’infinito in parti sempre più piccole. 

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