I pitagorici
Pitagora si stabilì a Crotone, dove fondò la nuova scuola filosofica: la Fratellanza Pitagorica, un’associazione politico-religiosa di carattere aristocratico.
Pitagora veniva venerato come una divinità.
I discepoli si suddividevano in:
- Acusmatici, ovvero “ascoltatori”, a cui veniva imposto il silenzio
- Matematici, potevano fare domande ed esprimere opinioni personali
Anche le donne erano accettate e potevano partecipare alle attività e allo studio.
Le dottrine fondamentali dei pitagorici erano 2:
1) la dottrina dell’anima
2) la dottrina del numero
La dottrina dell’anima
Si tratta di una dottrina ripresa dall’orfismo, un movimento religioso sorto nel VI secolo a.C., che si ispirava al poeta Orfeo, disceso nel mondo dei morti per riportare tra i vivi la moglie Euridice.
Secondo gli orfici, dopo la morte l’anima è destinata a reincarnarsi fino all’espiazione delle proprie colpe. L’unico modo per interrompere il lungo ciclo di rinascite è quello di mettere in atto pratiche e riti di purificazione.
Pitagora si concentrò nello studio dei mezzi per ottenere la liberazione dell’anima dalla vita materiale.
Tali mezzi secondo Pitagora sono:
- Stile di vita basato sull’ascesi, ovvero una disciplina per raggiungere la purezza interiore
- Esercizio della filosofia, intesa come una via per la salvezza
La dottrina del numero
La vita dell’uomo saggio o “filosofo” si caratterizza per l’ordine e la misura con cui sa tenere a freno gli istinti del corpo. Quest’ordine domina tutto l’universo o “cosmo”, in ogni sua manifestazione.
I pitagorici affermarono che l’origine delle cose risiedesse nel numero, grazie al quale possiamo cogliere la realtà del cosmo, fatta di proporzione quantitativa tra gli elementi.
I pitagorici rappresentavano l’unità con un punto dotato di estensione spaziale unendo aritmetica e geometria:
- Il numero 1 veniva rappresentato con un punto
- Il numero 2 con una linea
- Il numero 3 con una superficie (triangolo)
- Il numero 4 con un solido (piramide)
Poiché i numeri si dividono in pari e dispari, anche le cose hanno una natura duplice e opposta:
- Dispari: entità limitata, simbolo di perfezione, forma, proporzione perché solo ciò che è limitato permette la misurazione
- Pari: entità illimitata, simbolo di imperfezione, disordine e caos
Nella dottrina pitagorica i numeri assumono simboli delle virtù sociali:
1: detto “parimpari” perché ha la natura sia del pari che dell’impari
2: corrisponde all’opinione, sempre mutevole e incerta
4: rappresenta la giustizia
Il 10 è il numero perfetto, esso contiene sia cifre pari che dispari. Viene raffigurato con il tetractys.


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