giovedì 19 febbraio 2026

Platone

 Platone 


Nonostante le origini nobili lo spingessero verso la vita pubblica, Platone rimane profondamente deluso dai governi della sua città. In particolare la condanna morte di Socrate rappresenta per lui il punto di non ritorno. Platone vede in Socrate un modello da seguire per la ricerca di definizioni stabili e valori universali.

Obiettivo: creare un pensiero capace di orientare nuovamente la 
società verso il bene e la giustizia. 

Platone è convinto che per cambiare la vita delle persone e la politica si debba partire dalla filosofia. Solo la filosofia, infatti, può offrire certezze solide su cui costruire una società nuova, ordinata e giusta.

Nel 387 a.C. Platone istituì l’Accademia. Essa era un’associazione religiosa dedicata al culto delle Muse, ma soprattutto un luogo di studi in cui Platone teneva le sue lezioni, sviluppando un dibattito interno molto ampio e approfondito.

Per Platone, l’essenza della filosofia è rappresentata dal modello socratico, che si basava sull’indagine condivisa, e non a caso la maggioranza delle sue opere ha forma dialogica. I dialoghi platonici sono popolati di personaggi che esprimono ognuno la propria opinione: conversano tra loro, fanno domande, danno risposte e manifestano un differente punto di vista su un tema comune.
Le caratteristiche essenziali dello scambio verbale possono essere così riassunte e schematizzate:
- gli interlocutori dei dialoghi sono, in genere, persone ben identificate, in numero definito e limitato.
- La finalità dei dialoghi è la ricerca della verità perseguita con metodo e rigore razionale.
- I dialoghi privilegiano i discorsi brevi, con domande e risposte rapide.

Nelle sue opere Platone sa miscelare le parti concettuali con quelle narrative. Il mito platonico ha una duplice funzione:
- serve per comunicare in modo più accessibile e intuitivo dottrine particolarmente difficili.
- viene utilizzato per alludere a realtà che vanno al di là dei limiti dell’indagine razionale.


La teoria delle idee


Platone distingue due livelli della realtà:
- Il mondo sensibile → quello che vediamo e tocchiamo, che cambia continuamente ed è imperfetto 
- Il mondo delle idee → invisibile, perfetto, eterno e immutabile 
Platone parte dal pensiero di Socrate: se una persona conosce davvero il bene, allora agirà bene.

Il problema è capire: “che cos’è il bene?” “Come possiamo conoscerlo?”
Secondo Platone, i sensi non bastano, perché ciò che percepiamo cambia e varia da persona a persona.


Nel Fedone, Platone spiega il suo percorso con una metafora:

  • Prima navigazione → come una barca spinta dal vento. È il periodo in cui segue i filosofi naturalisti, che spiegavano tutto con elementi materiali (acqua, aria, fuoco…).
  • Seconda navigazione → quando il vento manca e bisogna usare i remi. Platone capisce che le spiegazioni solo materiali non bastano e decide di cercare la verità con la ragione.
ESEMPIO 
Perché Socrate è in carcere?
- Spiegazione materiale: ha un corpo, ha camminato fin lì.
- Vera causa: ha scelto moralmente di rispettare le leggi.

Quindi la vera causa non è materiale, ma morale e ideale.

Per Platone le idee non sono pensieri nella nostra mente ma sono realtà vere, eterne, perfette ed esistono in un mondo superiore chiamato iperuranio. Esse si conoscono con l’intelletto, non con i sensi.
Le idee sono il vero essere.


Le cose sono collegate alle idee in tre modi:
  1. Mimèsi (imitazione) → le cose imitano le idee.
  2. Metessi (partecipazione) → le cose partecipano della perfezione delle idee.
  3. Parusia (presenza) → le idee si manifestano nelle cose.

I sofisti dicevano: “La verità è relativa”.
Platone invece dice: esistono idee universali (Bene, Giustizia, Bellezza) valide per tutti.

Quindi la verità è oggettiva, non dipende dall’opinione.


Tipi di idee
  • Idee morali (Bene, Giustizia, Bellezza)
  • Idee matematiche (numero, cerchio, triangolo)
  • Idee di oggetti naturali (uomo, animale)
  • Idee di oggetti artificiali (letto, tavolo…)
Al vertice di tutto c’è l’Idea del Bene, la più importante.


Parmenide diceva che l’essere è unico e immobile. Platone non è d’accordo. Dice che l’essere è molteplice e in relazione.
Introduce i cinque generi sommi, che valgono per ogni cosa:
  1. Essere
  2. Identico, ogni cosa è identica a se stessa 
  3. Diverso,  ogni cosa è diversa dalle altre
  4. Quiete, ogni cosa è in quiete
  5. Movimento, ogni cosa è anche in movimento (nel tempo) 

La concezione della conoscenza 

Per Platone, le idee (come Bene, Bello, Giusto) sono perfette, eterne e immutabili, mentre le cose che vediamo nel mondo sono imperfette e mutevoli.
Ma allora: come possiamo conoscere le idee?

Nel dialogo Menone, Platone spiega che prima di nascere, l’anima viveva nel mondo delle ideeLì contemplava e conosceva tutte le idee. Quando si incarna nel corpo, dimentica tutto.
Conoscere significa quindi ricordare (anamnesi).
→ L’esperienza sensibile non insegna qualcosa di nuovo, ma fa riaffiorare un ricordo.

Platone distingue due livelli della realtà (dualismo ontologico):
- Mondo delle idee → perfetto, eterno
- Mondo sensibile → imperfetto, mutevole

A questi corrispondono due tipi di conoscenza (dualismo gnoseologico):
- Scienza (epistéme) → conoscenza vera e stabile → riguarda le idee
- Opinione (dóxa) → conoscenza incerta → riguarda le cose sensibili

Più qualcosa “è” davvero (ha vero essere), più è conoscibile. Il nulla, invece, è inconoscibile.

“Ciò che è veramente, è veramente conoscibile.”


I 4 GRADI DELLA CONOSCENZA 

Nella Repubblica Platone divide la conoscenza in 4 livelli:

  1. Immaginazione (eikasía): Riguarda ombre e immagini → è il livello più basso.
  2. Credenza (pístis): Riguarda le cose sensibili reali.

→ Questi due formano l’opinione (dóxa).
  1. Ragione scientifica (diánoia): Riguarda enti matematici (numeri, figure).
  2. Intelligenza filosofica (noésis): Riguarda le idee, soprattutto l’idea del Bene.

→ Questi due formano la scienza (epistéme).


Solo il filosofo arriva al livello più alto.


La dialettica è il metodo del filosofo. Essa è l’arte del dialogoil metodo per capire le relazioni tra le idee, la tecnica per arrivare alla verità.
La dialettica funziona in due modi:
Sintesi → unire molte cose sotto un’unica idea.
Analisi (divisione) → dividere un concetto nelle sue parti per definirlo con precisione.


La dottrina etica: l’anima, l’amore e la virtù


Per Platone la filosofia nasce dall’esigenza di migliorare l’uomo e, attraverso di lui, anche la società. Con la teoria delle idee, e in particolare con l’idea del Bene, egli supera il relativismo dei sofisti.

Nel dialogo Fedone, Platone sostiene che l’anima è immortale
Lo dimostra con diversi argomenti:
- la reminiscenza: se conosciamo le idee eterne, significa che l’anima le ha viste prima di nascere;
- l’anima è simile alle idee, quindi è eterna e immutabile;
- l’anima è principio di vita e non può accogliere la morte.


Dopo la morte, le anime ricevono un destino diverso a seconda di come hanno vissuto: quelle giuste vengono premiate, quelle ingiuste punite. Per questo è fondamentale prendersi cura dell’anima.

LE 3 PARTI DELL’ANIMA
Platone divide l’anima in tre parti:
  1. razionale (ragione)
  2. irascibile (coraggio)
  3. concupiscibile (desideri)

Nel Fedro questa divisione è spiegata con il mito del carro alato: la ragione (auriga) deve guidare e controllare i due cavalli, uno buono (coraggio) e uno ribelle (desideri). La virtù consiste nell’equilibrio tra queste parti.

Nel Simposio, Platone descrive l’amore (Eros) come una forza intermedia tra umano e divino. Amare significa desiderare ciò che non si possiede, cioè il Bello e il Bene. L’amore parte dalla bellezza fisica, ma può portare l’anima ad elevarsi fino alla Bellezza ideale.

LE VIRTÙ 
Le quattro virtù fondamentali sono:
- saggezza (della ragione)
- coraggio (della parte irascibile)
- temperanza (controllo dei desideri)
- giustizia, che è l’armonia tra tutte le parti dell’anima.

Eros, un demone dalla duplice natura

Nel Simposio , Socrate racconta ciò che gli insegnò Diotima , una sacerdotessa di Mantinea, sul significato e la natura di Eros, l’Amore . E...